SITO AGGIORNATO IN DATA 20 MARZO 2026
La devozione alla Madonna Addolorata
e le processioni della Settimana Santa a Noicattaro.
I vestiti di sacco nero, la corona di spine sulla testa, le pesanti croci, la catena della disciplina, la notte dei ceppi secchi bruciati, l’andatura cullante della Naka, le lacrime dell’Addolorata, la lunga sfilata dei Misteri…
Quando tutto questo è iniziato? La risposta non è semplice perché non sempre i documenti aiutano la ricerca e a volte la tradizione orale si perde nelle ombre del tempo.
Qualche risposta tuttavia si può dare a partire dall’inizio della devozione all’Addolorata a Noja (Noicattaro) nell’anno 1518 con il beneficio Iacobino di S. Maria del Pianto. Successivamente nel 1577 i fratelli Spinelli patrocinarono l’altare nella navata sinistra della Chiesa Madre, dedicato a Santa Maria delle Lacrime. E in seguito nella stessa cappella, nel 1719, venne istituita la Nobile Congrega dei Nobili che portò avanti la devozione all’Addolorata per due secoli circa.
Nel 1896, dopo lo scioglimento di questa Congrega, la famiglia Positano realizzò nella stessa cappella un nuovo altare dedicato all’Addolorata. In quegli anni, i riti devozionali dedicati alla Madonna si celebravano nella quarta domenica di settembre, nel rione della Chiesa Madre e non nel periodo della Settimana Santa.
Invece per le tradizionali processioni della Settimana Santa il tutto ebbe inizio a metà del 1700. Infatti nelle Regole della Congregazione della Passione e Morte della Chiesa della Lama del 1746, si fa riferimento alle statue dei Misteri, alle reliquie conservate nella cappella a destra dell’altare maggiore e alle funzioni cui partecipava anche “gente straniera”, con la presenza del Duca Giovanni Carafa tra i confratelli. In un successivo elenco delle processioni, il Comune nel 1867 parla della sola processione dei Misteri del Venerdì Santo, a cura sempre della Confraternita della Morte della Madonna della Lama. Quindi queste due date fanno intuire che la processione dei Misteri del Venerdì Santo era l’unica nel periodo pasquale.
Nel 1910 venne istituita da Don Nicola Didonna la processione della Naka per la sera del Giovedì Santo mentre quella dei Misteri restava invariata per il Venerdì Santo, in mattinata. Invece fu nel 1921, con l’istituzione dell’associazione delle Madri Cristiane, che venne introdotta la processione dell’Addolorata nei riti della Settimana Santa, ovvero nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo.
L’antica articolazione delle processioni della Settimana Santa a Noicàttaro, nella prima metà del Novecento, prevedeva quindi la processione della Naka (Cristo morto) la sera del Giovedì Santo, quella dell’Addolorata la notte tra il Giovedì ed il Venerdì Santo ed infine quella dei Misteri nella mattinata del Venerdì Santo. Una ulteriore modifica ci viene ricordata da Giacomo Settanni, in “Racconti di un parrocchiano”, a riguardo della processione dell’Addolorata che inizialmente terminava alla Chiesa dell’Immacolata. Nella notte tra il Giovedì ed il Venerdì Santo dell’anno 1946 la si fece giungere per la prima volta fino alla Chiesa della Lama e dall’anno successivo si anticipò la partenza dalla Chiesa Madre alle ore 2:00.
Tutto questo però avveniva prima dell’introduzione della riforma liturgica del 1955. Dalla domenica delle Palme alla domenica di Pasqua, tutta la ritualità fu oggetto di un profondo cambiamento iniziato già durante il papato di Pio XII e poi con il Triduo Pasquale modificato dopo il Concilio Vaticano II. Tale revisione infatti introduce la celebrazione in “Coena Domini”del Giovedì Santo e culmina con la veglia pasquale nella notte del Sabato Santo.
Da ciò risulta comprensibile il motivo per cui si ebbe a trasferire la processione dei Misteri dalla mattinata alla sera del Venerdì Santo.
Successivamente dopo il Concilio un’ulteriore configurazione (secondo l’attuale ordine), con lo slittamento di un giorno, per dare rilievo all’istituzione dell’Eucarestia i cui altari addobbati nelle diverse Chiese non vennero più presentati come “sepolcri” ma “repositori” per la preghiera e l’adorazione. Pertanto la processione della Naca dal Giovedì slittò alla sera Venerdì Santo, dopo la celebrazione della passione del Signore, e la processione dell’Addolorata nella notte tra il Venerdì ed il Sabato Santo. Infine quella dei Misteri rimase decontestualizzata rispetto alla celebrazione del triduo pasquale, in quanto fu spostata al pomeriggio del Sabato Santo.
Una nota a parte meritano i Crociferi flagellanti nojani: nei documenti consultati non sono presenti riferimenti all’origine di questa importante testimonianza di fede. All’anno 1713 risale la costruzione della croce più antica e nel resoconto giornalistico di Pasquale Pinto del 1925 si parla delle Croci che iniziavano il giro penitenziale dei sepolcri nelle chiese al mezzogiorno del Giovedì Santo e accompagnavano la processione dei Misteri nel pomeriggio del Venerdì Santo.
Quindi, considerando la documentazione scritta che fa risalire la presenza della prima Croce all’inizio del ‘700, si può ipotizzare che i portatori di croce flagellanti praticassero nel lontano passato la devozione, accompagnando anche la processione dei Misteri.
La tradizione orale, ripresa da studiosi locali, ha collocato l’origine di questa pratica nojana nel lontano medioevo, ai tempi di Benedetto Acciaiuoli di Firenze, conte di Noja dal 1320 al 1333. Ma all’inizio del 1600, con i Carafa duchi di Noja, famiglia molto in vista della nobiltà napoletana, ai Crociferi si accompagnò la processione dei Misteri, in linea con quanto succedeva nei domini spagnoli.
Infatti, dopo il Concilio di Trento, gli imperatori spagnoli come Carlo V e Filippo V, si impegnarono a diffondere nei loro territori pratiche devozionali legate all’Addolorata e alla Settimana Santa. Per questo in molte località dell’impero spagnolo, esempio più famoso è la città di Siviglia, fin dal 1500 si organizzavano fastose e teatrali rappresentazioni religiose accompagnate dalle confraternite “Hermandades”, con i Crociferi e statue in tutto simili alla realtà noiana.
E la Puglia con il viceregno di Napoli, nel passato terra di imbarco delle Crociate, integrata nel 1600 nell’impero spagnolo, non poteva certo fare eccezione proprio perché, per la particolarità della collocazione geografica, era esposta con il suo territorio verso l’oriente da dove provenivano continue minacce turche e di pirati saraceni. E quindi a Taranto, come a Francavilla Fontana, a Triggiano, Ruvo, Vieste, Molfetta e in decine di altre località della Puglia e del Sud, le manifestazioni pasquali nel passato erano un momento importante di richiesta protettiva contro i pericoli che venivano dal mare, oggi continuano a rappresentare percorsi emotivi di identità storica e religiosa.
Vito Didonna
Le fotografie riprodotte in questa sezione sono state scattate nel 2012 durante il percorso devozionale della Settimana Santa. Il fotografo Nico Lozupone ha colto l'intensa spiritualità della manifestazione religiosa che da secoli accompagna la Pasqua nojana. I riferimenti alla ritualità pasquale sono presenti nel testo "Noja 1719: la Nobile Congrega di Maria Santissima dei Sette Dolori". Si ringrazia per l'occasione la disponibilità di Nico Lozupone a pubblicare le sue foto.