Nicola Settanni
La rivoluzione agraria a Noicàttaro
SITO AGGIORNATO IN DATA 11 AGOSTO 2026
La rivoluzione agraria a Noicàttaro
A metà strada tra Noicattaro e Rutigliano, all’incrocio che porta alla contrada San Lorenzo e all’antica città di Azezio, sorge un punto vendita di trattori e prodotti per l’agricoltura, fondato nel 1987 dall’imprenditore nojano Nicola Settanni. L’area vasta 5000 metri, in territorio nojano, si colloca in un punto strategico tra i due paesi, Noicattaro e Rutigliano, leader in Puglia nella produzione di uva da tavola. Nelle vicinanze, in un territorio ricco di falde freatiche e di sorgenti, sono presenti due siti legati alla religiosità dei due paesi: la grotta di San Giacomo e la chiesa di San Lorenzo, il santo a cui è dedicata l’omonima fiera di Rutigliano.
E quindi proprio in questo contesto ricco di memorie storiche, nasce l’attività che avrebbe portato all’economia agricola della zona l’apporto di nuove tecnologie. Ma il Settanni non era solo un venditore, collezionava anche con sapienza mezzi e oggetti legati al passato. Questo per testimoniare la rivoluzione sociale ed economica in un territorio che nei secoli scorsi utilizzava la trazione animale nella produzione di grano, cotone e olio, e che oggi privilegia una meccanica all’avanguardia negli impianti di tendoni per uva da tavola.
Chi era Nicola Settanni? Nato a Noicattaro il 1 novembre del 1936 in una famiglia di agricoltori, come testimoniano le foto in bianconero, dopo aver frequentato la scuola elementare e un apprendistato tecnico a Bari, si trasferì nel 1962 a Torino nella fabbrica CEAT, leader in Italia nella produzione di pneumatici per auto e motori. In questo contesto acquisì familiarità con la meccanica e una predisposizione a sperimentare nuove soluzioni. Infatti divenne collaudatore, si iscrisse al Motoclub aziendale, inserendosi brillantemente nella squadra di calcio aziendale. Un amore per la meccanica e soprattutto per i motori che, come vedremo, non lo lascerà per tutta la vita, portandolo a collezionare moto d’epoca come Moto Guzzi, Motom e Lambretta, presenti nel capannone dell’azienda riservato alla raccolta storica.
Dopo un po' di anni ritornò a Noicattaro e nel 1965 in Piazza Umberto I aprì un negozio di mangimi e detersivi, e poi nel 1970 in via Carmine n.128, una rivendita di colori, concimi e ferraglie. In quel periodo a Noicattaro si assisteva a un salto economico dovuto a nuovi impianti di uva da tavola con l’escavazione di pozzi artesiani e quindi alla completa disponibilità di acqua per la produzione di uva. Nello stesso tempo si abbandonava la trazione animale con la diffusione di motozappe e trattori. Il Settanni ebbe l’intuizione di seguire il nuovo corso economico ed iniziò a vendere motozappe nella nuova sede in via Carducci, nel 1987.
Negli anni ’90, altre innovazioni agricole richiesero la disponibilità di nuovi spazi espositivi e quindi l’apertura della sede attuale sulla provinciale Noicattaro-Rutigliano: i trattori Fiat e Antonio Carraro divennero i protagonisti indiscussi del nuovo corso.
E nello studio della sede, i figli Maria Luigia e Michele iniziano a raccontare i ricordi del padre e dell’attività commerciale. Hanno tra le mani foto di famiglia, vecchie cartoline illustrate di Noicattaro, immagini sbiadite della presenza di Nicola Pende tra gli studenti nojani e soprattutto tanti libri di storia patria: la Noa di Roppo, la storia della peste di Tagarelli, le ricerche di Giacomo Settanni…a dimostrare lo speciale legame tra il padre Nicola e il suo paese. Raccolte di libretti musicali e di spartiti d’opera, sulla scrivania la sua Olivetti e una copia del Fauno danzante, reperto archeologico di Pompei. Tante foto e ricordi delle quarantacinque partecipazioni alla Fiera del Levante dove la ditta Settanni esponeva una vastissima gamma di trattori: da quelli a guida reversibile ad atomizzatori. Poi i ricordi continuano con le tante novità allora rivoluzionarie per la nostra agricoltura come slittini battenti per l’irrigazione, macinapietre, cannoni con bombe di espansione, reti antigrandine, eliche tendifilo: prodotti sperimentati per la prima volta a Noicattaro e commercializzati in tutta la Puglia.
E mentre i ricordi si accavallano a emozioni, Maria Luigia ci parla della volontà di istituire una fondazione intitolata al padre. Questo il motivo della mia presenza nella sede della ditta con Vincenzo Ardino, Piero Pellegrino e Pinuccio Dipierro, una fondazione per illustrare, catalogare e far conoscere tutto quello che il padre Nicola ha raccolto e collezionato nel corso degli anni sulla meccanica agraria, sulla locomozione civile, sui reperti della civiltà contadina del nostro territorio e anche sulle auto d’epoca, Lancia in primis, oggetto di culto delle generazioni del secondo dopoguerra.
Certo nessuno di noi era a conoscenza di quello che i figli stavano proponendo, e nessuno immaginava la ricchezza e il valore storico dell’antiquariato agricolo raccolto dal Settanni. E allora ci dirigiamo nei capannoni dove sono esposti i mezzi…si apre subito un varco temporale e tutti siamo riportati indietro nel tempo.
La sagoma imponente del trattore FIAT 700 D, ben restaurato e prodotto dal 1926, richiama la nostra attenzione con il suo motore a petrolio. Ritenuto giustamente di grande valore storico per la funzione che ha avuto nella guerra del grano nel periodo fascista. E poi ancora un raro e prezioso FORDSON, trattore prodotto negli Usa dal 1917, rivoluzionario per la disposizione meccanica della trasmissione. A fianco il LANDINI VELITE con un motore a due tempi “testa calda”, famoso per la sua leggerezza ed efficienza, usato per trebbiare grano e come pompa per l’irrigazione. Un modello CAST 430 S, trattore a quattro ruote motrici e guida reversibile, è presente insieme al modello TIGRE della Carraro e un FARMALL D212 prodotto in Germania. Una rarissima motozappa MOTOM chiude questo settore dedicato alla trattoristica: solo questo sarebbe sufficiente per un eventuale museo dal momento che sono pezzi di grande valore tecnico e storico.
Si torna indietro e in un altro locale si presenta una ricca collezione di carri e di carrozze. Il primo che ferma la nostra attenzione è un tipico carretto siciliano riccamente decorato con scene tratte dallo Chanson de Roland. E poi carrozze, calessi in rovere e noce, con cappottina parasole, dotate di lanterne esterne a olio e petrolio e con la leva di comando dei freni.
Il gruppo si sposta sulla piazzola di sosta dove sono allineati aratri in ferro a trazione animale, molte vasche per acqua, abbeveratoi in pietra grezza e diverse vere di pozzi di campagna, un torchio in legno. Poi ancora zappe, campane e campanacci per buoi, lampade ad acetilene, vomeri e timoni in legno, insomma tutto quello che serviva a un contadino prima della meccanizzazione.
Fin qui la collezione di pezzi che narrano il percorso della meccanizzazione agraria a Noicattaro e in Terra di Bari, ma adesso si apre un’altra fase della collezione, introdotta da un celebre manifesto della vittoria di Manuel Fangio sulla Ferrari al Gran Premio della Germania del 1956. Il manifesto introduce l’altra passione museale di Nicola Settanni: i mezzi a motore su due e quattro ruote, passione sicuramente nata quando il Settanni lavorava nel settore motociclistico a Torino. Ecco allora la MOTO GUZZI GALLETTO con sidecar in color sabbia sahara, è una splendida configurazione d’epoca, una della più rare del motociclismo italiano. Poi ancora un MAS 175cc, il modello più iconico della fabbrica italiana attiva a Milano dal 1920 al 1956. E un MOTOM 4 tempi Bacchetta d’Epoca, una sfilata di MOTO GUZZI rosse, una LAMBRETTA.
E per concludere uno sguardo al settore delle quattro ruote, ad iniziare da una 500 GIARDINETTA FIAT che rappresenta una delle prime e più riuscite station wagon di piccole dimensioni della storia dell’automobile, con il motore bicilindrico a sogliola. Una FIAT 508 BALILLA color amaranto prodotta dal 1932 al 1937, l’auto che ha dato il via alla prima vera motorizzazione di massa in Italia. Ancora una FIAT 1100 storicamente soprannominata MUSONE, auto del 1930 molto solida, spaziosa ed elegante, così chiamata a causa della calandra alta e sporgente. Di seguito tante Lancia, ad iniziare da una LANCIA APPIA PRIMA SERIE, prodotta dal 1953, una LANCIA FLAMINIA 2.800, storica ammiraglia disegnata da PININFARINA, con un motore sei cilindri e freni a disco su tutte e quattro le ruote. Una LANCIA FULVIA BERLINA, prodotta dal 1963 con calandra a doppi fari tondi.
E per finire, un’auto che fotografa la personalità di Nicola Settanni perché era la sua preferita, una SAAB 900 TURBO, modello svedese degli anni ’70, con una linea aerodinamica unica e lo spoiler nero.
Una mattinata intensa dedicata alla visione, a volte con meraviglia e stupore, di oggetti che in 100 anni hanno cambiato l’economia del nostro territorio, con un pensiero rivolto agli sforzi di Nicola Settanni sostenuti per mettere insieme tanti attori che hanno reso possibile la rivoluzione agraria di Noicattaro. E proprio dalla necessità di conservare queste tracce del passato, nasce l’esigenza oggi di un contenitore che possa rendere fruibile alle future generazioni i segni del cambiamento, una fruizione che non può essere affidata solo ai figli ma deve coinvolgere il territorio e le istituzioni pubbliche.
Noicattaro, 13 giugno 2026
Foto e testo di Vito Didonna